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Full day > 100 km

1. MUGELLO E LAGO DI BILANCINO: UN TUFFO NELLA TOSCANA AUTENTICA

Un giro ad anello che attraversa il cuore verde del Mugello, tra boschi, campi coltivati, pievi romaniche e antiche case in pietra. Il lago di Bilancino è il punto ideale per una pausa panoramica, perfetto per scattare foto memorabili. Con un dislivello moderato e paesaggi sempre diversi, questo itinerario regala una pedalata piacevole e varia, adatta a ciclisti mediamente allenati che desiderano esplorare una Toscana meno turistica ma autentica.


2. BILANCINO E IL PASSO DELLA FUTA: LA SFIDA DELL’APPENNINO

Questo è un itinerario per gambe forti e spirito tenace. Il percorso porta da Bilancino fino al Passo della Futa, una delle salite storiche dell’Appennino. Panorami spettacolari, silenzi profondi e tratti solitari rendono questa sfida affascinante per chi ama la montagna e le lunghe distanze. Perfetto per ciclisti esperti in cerca di un’esperienza intensa e indimenticabile nel cuore della Toscana più selvaggia.


3. IL GIRO DELLA CONSUMA: PANORAMI TRA LE CURVE DELL’APPENNINO

Un classico per gli amanti delle due ruote, ciclisti e motociclisti inclusi. Il Giro della Consuma è un percorso lungo, panoramico e molto impegnativo, con oltre 2.200 metri di dislivello. Offre splendide viste sull’Appennino, ma pochissime zone d’ombra: fondamentale portare abbondante acqua ed evitare le ore più calde. Lungo il tragitto, si incontrano gioielli storici come la Pieve di Romena e il Castello di Romena, nei pressi di Pratovecchio. Un’avventura affascinante e dura, perfetta per chi cerca sfida, bellezza e silenzi d’altura.

4. Dalle rive ai crinali

Un itinerario di circa 70-80 km che disegna un grande arco tra l’Arno e il Mugello, perfetto per chi cerca varietà paesaggistica e un impegno fisico medio-alto.
La sfida inizia con la salita a Vetta le Croci, il “tetto” del giro, che offre una vista dominante tra Firenze e il Mugello.
Una lunga sezione di scorrimento segue il corso della Sieve da Sagginale a Pontassieve, attraversando borghi storici come Dicomano. È il tratto per fare ritmo, con strade ampie ma più frequentate dai mezzi.
Il rientro non è una banale passarella: la salita di San Donato in Collina aggiunge il tocco finale di fatica tra i vigneti del Chianti, prima di rigettarsi nel bacino fiorentino.



5. L’ottovolante del Chianti

Un percorso perfetto per chi cerca il ritmo costante dei rilanci. È il regno del “mangia e bevi”: un susseguirsi infinito di strappi e contropendenze che collegano Firenze alla Val d’Elsa.
Dopo il riscaldamento su Giogoli, si corre in cresta verso Montespertoli e Certaldo con viste aperte a 360 gradi. Il rientro è la parte più tecnica: il settore tra Barberino, La Romita e San Pancrazio è un labirinto di strade secondarie immerse negli olivi, dove il traffico scompare e la strada segue le pieghe del terreno. Il finale a San Casciano chiude un anello muscolare, dove il dislivello si accumula un colpo di pedale alla volta.



6. Il triangolo del Chianti e del Valdarno

Dopo il riscaldamento verso Greve, il percorso entra nel vivo con l’ascesa del Passo del Sugame: una salita vera, costante, che porta in un paesaggio quasi montano. Da lì inizia un settore tecnico e nervoso verso La Panca e San Polo, fatto di discese veloci e strappi secchi. Il gran finale è il passaggio da Poggio alla Croce, un trampolino panoramico che si affaccia sul Valdarno, prima di rientrare a Firenze attraverso il classico passaggio di San Donato in Collina.
Un mix unico tra il Chianti classico di Greve e la natura più selvaggia e boscosa del Sugame e di Poggio alla Croce. Il traffico può essere più intenso sulla Chiantigiana fino a Greve; si entra in un paradiso di pace e silenzio una volta imboccata la salita del Sugame e per tutto il tratto di San Polo.